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Superare le barriere mentali: accessibilità come chiave delle qualità del turismo sulle colline piacentine


L'Economia di Ziano

RABELAIS ha dedicato la sua opera GARGANTUA e PANTAGRUEL ai “Bevitori Illustrissimi” e al vino che caratterizza l’uomo; tutti bevono ma solo gli uomini bevono vino. Bere vino non è trangugiare un liquido per placare la sete, ma è una operazione carica di significati e simbologia. Dai culti di Dioniso all’ebbrezza di Noé, dal miracolo del vino delle nozze di Cana, alla trasformazione del vino nel “ sangue di Cristo”durante l’eucaristia, il vino è presente nella storia dell’uomo, nella sua cultura, nella sua nutrizione nella sua economia, nella sua salute, nel suo benessere. Ecco allora che Manzoni nei “Promessi Sposi” dedica tante attenzioni alla vigna di Renzo devastata dai lanzichenecchi e l’iconografia rinascimentale ci tramanda immagini di banchetti, dall’ultima cena di Leonardo ai quadri di Veronesi, dove il vino troneggia su tavole imbandite o risplende sull’umile tavola del mangiatore di fagioli o dei” borrachos” diVelasquez. La storia dell’uomo dopo il diluvio ha come suoi elementi importanti la vita e il vino e il progressivo miglioramento della qualità e del piacere del bere che coincide con il progresso e la civiltà. Il vino è un forte collante sociale simbolo di ospitalità di amicizia e di allegria.

Con il vino si suggella una pace, si condivide un momento di gioia, si dice grazie a chi ci ha aiutato, si dice benvenuto a chi ci viene a trovare. Sin dalle origini, l'economia della zona è stata in prevalenza basata sull'agricoltura; fino alla Prima Guerra Mondiale però si trattava di un tipo di agricoltura strettamente legata all'allevamento. I prodotti coltivati spaziavano dai foraggi ai cereali; negli anni cinquanta si passò alla viticoltura, prima con la produzione di uve da tavola ed in seguito con la produzione di uve da mosto; in breve tempo la viticoltura divenne l'attività prevalente della regione ed il territorio divenne per i 2/3 coltivato a viti.
Attualmente sono circa 250 le aziende che lavorano in questo settore, e che dal 1967 possono fregiarsi della produzione di prodotti D.O.C.

Grazie alla rapida espansione vinicola e alla elevatissima qualità dei prodotti è nato nelle nostre terre un particolare tipo di turismo:il turismo eno-gastronomico, che unisce alla bellezza e all'unicità dei territori, la degustazione dei prodotti tipici. Dal 1998 Ziano è diventata"città del vino", e grazie alle iniziative sorte in collaborazione con questa associazione, come ad esempio "cantine aperte", che consente di visitare le aziende e di passeggiare tra i vigneti di Ziano, il turismo è ormai una delle fonti economiche maggiori del comune.


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